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La Cicala, e la Formica

Italiano · 1808

  • Fábula de Jean de La Fontaine (1621–1695)
  • Traducción de Camillo Ugoni (1784–1855)

Texto

Di cantar la state intera Preso sol diletto s’ era Un’ improvvida cicala, Che stridendo sè la sciala; E così priva di tutto, Quando borea spira asciutto, Non avea pur un granello, Una mosca, un vermicello; Quindi andonne alla formica A pregarla, quale amica, Che prestarle non sdegnasse Cibo, almen fin che tornasse La gentil stagion novella. Di pagarvi, a lei diss’ ella, Giuro (e giura un animale.) Interesse, e capitale: Ma fu sempre la formica Ahi! del prestito nemica; E a dir prese: nella state, Cara mia, che facevate? Mentre estate divampava, Giorno, e notte io mi cantava, Le rispose quella ardita, Nè vi spiaccia la mia vita. Cantavate? oh! sì, mi piace.... Or ballate, e andate in pace.

Fuente

Favole di A. L. M. Coupé ed alcune di La Fontaine recate in italiano da Camillo Ugoni, Bettoni, Brescia 1808

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